L'Io Cosciente. A volte i desideri e le scelte sono prevedibili, perché derivano da valutazioni razionali alimentate da bisogni consapevoli. Nascono dalla percezione di una necessità, sulla base di valutazioni razionali, che analizzano i vantaggi e degli svantaggi, in quanto la principale funzione dell'Io consciente è di decidere cosa è importante per l'individuo, dirigere la sua consapevolezza in risposta ai pensieri e alle percezioni, prendere le decisioni in funzione dell'esperienza. Un esempio di scelta consapevole è la necessità di acquistare un auto per evitare di dover andare a piedi.

Subconscio. Altre volte le scelte, possono derivare da associazioni parzialmente coscienti, in quanto risentono dei condizionamenti morali e culturali subiti durante lo sviluppo della personalità. In questi casi, l'individuo tra le sue conclusioni in modo irrazionale e imprevedibile, in base a presupposti o esperienze passate, che non sono razionali, in quanto il subconscio  è incapace di distinguere fra realtà obiettiva e immaginazione, non possiede il senso della distinzione fra passato, presente e futuro, infine tende ad evitare le situazioni sgradevoli che possono procurare dolore. Se il subconscio non trova nulla di gradevole fra le sue esperienze, le richiede al livello cosciente, se non ottiene risposte sceglie quella che a livello subconscio è il male minore, che non sempre è la scelta giusta per l'individuo. Un esempio di scelta subconscia è il NON andare nudi per strada anche se il caldo è insopportabile, oppure fare acquisti senza rendersene conto.

Inconscio. Molto spesso, le scelte possono anche non essere percepite, perché inconsapevoli. Agiscono su di noi senza che vi sia alcuna percezione o consapevolezza, dandoci l’illusione di nascere da un bisogno istintivo, quasi naturale. Un esempio potrebbe essere la decisione di praticare un’attività sportiva, che sotto intende il desiderio di migliorare l’aspetto fisico per acquisire maggiori chance sociali e non quello di praticare uno sport.

Razionalità sentimentale. Se le nostre scelte fossero motivate dal sentimento e controllate dalla ragione, la nostra esistenza sarebbe certamente più serena, in quanto priva di inspiegabili e irrazionali condizionamenti, che creano quel diffuso senso di inquietudine. Infatti, il nostro agire è spesso governato dalla fede, dalle credenze imposte dagli innumerevoli condizionamenti che riceviamo dalla società, dal criminale uso della politica e dagli assurdi dogmi della chiesa che ormai, accecata dal desiderio di ricchezza e potere, non è più in grado di esprimere il senso religioso della vita.
Quando ci lasciamo dominare dalle convinzionifiltriamo la realtà, adottiamo comportamenti di percezione selettiva coerenti con gli schemi mentali, al fine di dare il nostro senso agli eventi. In queste condizioni diventa difficile poter riconoscere le ragioni dell’altro, allora cerchiamo di cambiare chi ci è vicino, nel tentativo di giustificare le nostre previsioni, mentre dovremmo cercare di guardare dentro di noi, con la razionalità della ragione, per tentare di scoprire ciò che realmente siamo, per cercare di entrare in sintonia con i nostri reali bisogni, al fine di capire perché non riusciamo ad amare o a farci amare, perché non siamo soddisfatti delle nostre relazioni, del lavoro e di quel generale senso della nostra esistenza.

La più grande illusione è di credere che le nostre scelte siano guidati dalla ragione, mentre in realtà siamo dominati dall'inconsapevolezza, che ci fa credere ciò che non è, perché spesso ci lasciamo dominare dall’agire che si ostina a voler precedere la ragione, per evitare di dover cedere il controllo delle nostre consapevoli scelte. Il pensiero inconsapevole è un’immagine distorta, che si nutre dei sentimenti e delle emozioni, per rappresentarci un mondo ingannevole, fatto di cose indesiderate e spiacevoli che ci obbligano ad addossare agli altri colpe che non hanno, perché tutto ciò che ci accade dipende solo dal nostro pensiero e dalle nostre scelte. Per l'individuo deve essere importante ciò che è, quello che rappresenta per se stesso e per le persone che gli sono emotivamente vicine, non per quello che gli altri vogliono che sia. Riconoscere ciò vuol dire acquisire quella meravigliosa energia vitale necessaria per trasformare gli eventi malefici, in istanti di gradevole gioia.

Se pensiamo di essere infelici per colpa degli altri, è inevitabile che ci aspettiamo che gli altri facciano qualcosa per noi e non riusceremo mai a capire che anche loro hanno i nostri stessi problemi, quindi tutto si blocca in attesa che accada qualcosa, mentre sarebbe più opportuno acquisire la consapevolezza che si diventa ciò che si pensa di essere, quindi occorre agire sulle proprie emozioni, al fine di creare in noi ciò che si desidera a livello cosciente, perché la percezione è qualcosa di più di una semplice ricezione passiva di stimoli, in quanto è anche attiva organizzazione.