Il corpo è costituito da cellule, nel cui nucleo vi sono i cromosomi che contengono i geni

Per comprendere ciò che realmente siamo non è sufficiente soffermarsi a considerare solo gli aspetti psichici, ma occorre conoscere e indagare anche il complesso meccanismo biologico che coordina tutte le attività, diversamente si rischia di non riuscire ad interpretare in modo corretto, i diversi aspetti dell’esperienza soggettiva, cioè ciò che è il senso della nostra esistenza e della identità personale.

In particolar modo occorre conoscere i diversi fattori biologici che sono strettamente connessi con quelli psichici, al fine di poter comprendere la relazione tra gli eventi cerebrali e gli aspetti relativi a chi siamo. Il corpo umano è formato da circa 100 miliardi di cellule (pelle, muscoli, fegato, ecc, ad esclusione dei globuli rossi). In ogni cellula vi sono 46 cromosomi, disposti in 23 coppie e composti da una lunga catena denominata DNA e da un rivestimento proteico, che costituisce il nostro patrimonio genetico o Genoma.

Il DNA umano (detto anche unione di geni) è un sottilissimo filamento lungo circa 2 metri, impacchettato nei cromosomi, dove grazie agli istoni, forma delle eliche molto compatte in grado di essere rinchiuso nel nucleo di una cellula. Tuttavia, solo il 10 per cento di questo lungo filamento che costituisce il DNA, è dedicato alla formazione dei geni.

Il DNA contiene tutte le informazioni necessarie per coordinare le funzioni del corpo (per es. movimento delle dita, funzionamento degli organi, ecc), ciò significa che le attività dell’organismo dipendono da come i geni interagiscono con l’ambiente esterno. Il gene è quindi una parte del DNA, che contiene un’informazione completa e specifica per una certa proprietà, controlla i diversi caratteri ereditari ed è il depositario dei comandi che fanno fabbricare alla cellula una determinata proteina. Il genoma umano contiene dai 30.000 ai 40.000 geni in grado di fornire le istruzioni necessari per la vita.

Quindi, il corpo umano è costituito da cellule, nel cui nucleo vi sono i cromosomi che contengono i geni.Il codice scritto nel gene, per essere trasmesso, deve essere interpretato da una molecola che opera all’interno della cellula. Questa molecola, nota come messaggero RNA, legge le istruzioni dal DNA, copia quelle necessarie e attiva il circuito che forma le proteine. Ciò significa che il gene è l’elemento essenziale della vita in quanto contiene l’informazione, cioè la ricetta utilizzata dalla proteina per fabbricare il prodotto. Ad esempio, una proteina prodotta attraverso questo processo determina un certo colore ai nostri occhi, ecc.

Le sequenze dei geni sui cromosomi svolgono due fondamentali operazioni denominate Funzione di Trascrizione e Funzione di Matrice. Comprendere queste due funzioni è molto importante, in quanto rappresenta il primo passo per interpretare ciò che siamo.

Durante il concepimento i geni della femmina e del maschio si combinano. Il risultato di questa unione innesca un processo che consente ai geni presenti nelle cellule dello sperma e dell’ovulo di auto-replicarsi, in modo da trasformare un microscopico agglomerato genetico in un individuo. Questa capacità ad auto replicarsi è detta Funzione Matrice dei geni. Ciascun gene è presente in tutte le cellule del nostro corpo, tuttavia questa funzione da sola non è in grado di costruire l’individuo in quanto occorre un’ulteriore indispensabile funzione detta Funzione di Trascrizione dei Geni che è strettamente connessa con ciò che è stata denominata Espressione Genica. La trascrizione è un processo mediante il quale le informazioni genetiche contenute nel DNA vengono trasmesse (cioè, trascritte enzimaticamente) in una molecola complementare di RNA.

Anche se tutte le cellule del nostro corpo contengono tutti i geni, le diverse cellule si ripartiscono i compiti. Infatti, i geni in una specifica cellula producono solo alcune di tutte le possibili proteine, in quanto solo una piccola percentuale di geni in una data cellula, riesce ad esprimersi, portando così allo sviluppo di differenti strutture cellulari e quindi di tessuto.

Le influenze genetiche svolgono un ruolo importante nel determinare l'aspetto ed il comportamento dell'individuo, tuttavia la sua interazione con l'ambiente consente di introdurre elementi in grado di alterare ciò che i geni avevano predefinito. Ciò significa che noi siamo il risultato di un continuo e complesso processo di interazione fra ciò che è psichico e ciò che è l’effetto di un processo biologico, in quanto le mutazioni cellulari costituiscono un processo cumulativo continuo che va dall’embrione alla vecchiaia. Tuttavia, il meccanismo attraverso il quale avvengono le alterazioni cromosomiche è ancora sconosciuto.

Sorge spontaneo una domanda: se il compito dei geni è solo quello di produrre proteine, come è possibile che ciò si traduca in una condizione psicologica che è decisamente più complessa dell’operato di una singola proteina? La risposta è che i geni non funzionano singolarmente, ma interagiscono gli uni con gli altri, creano e modificano ampie zone cerebrali disposte secondo strutture che seguono un ordine gerarchico. Un esempio può meglio far comprendere questo processo:

l’intelligenza di un individuo non è determinata in assoluto dal numero di neuroni, ma dipende dall’architettura delle connessioni fra le cellule neuronali.

Questa architettura per realizzarsi richiede l’espressione dei geni, cioè la trascrizione. Infatti quando un neurone attiva un altro adiacente, in realtà attiva i geni del secondo neurone che iniziano a produrre proteine che consentono la crescita di nuove sinapsi in quella cellula. Stabilito il collegamento il sistema delle due cellule si rafforza e se raggiunge un sufficiente potenziale di azione iniziano a stimolare i neuroni adiacenti, il processo continua fino a quanto l’architettura non è tale da formare un idea, un concetto o un sentimento. Tuttavia il numero di connessioni che vengono create, sono maggiori di quelle che effettivamente servono. Le connessioni che in seguito non verranno sufficientemente stimolate, saranno gradualmente eliminate dalla struttura.

Quindi uno stimolo esterno, ha modificato la struttura biologica delle cellule, dando forma ad una unità psichica. Un aspetto interessante di questo processo è che i geni possono condizionare il nostro modo di apprendere o di come ci comportiamo, ma la responsabilità di ciò che facciamo o come lo facciamo è determinato dall’apprendimento, dipendono da ciò che ci accade.Inoltre la cellula non è in grado di distinguere se l’influenza è esterna o interna, in quanto per la sua economia, ciò che gli accade è sempre esterno al suo piccolo mondo. Ciò significa che è errato associare le influenze psichiche all’ambiente e gli impulsi organici alle influenze fisiche.