Per comprendere è importante non confondere questa sindrome, con la consapevole intenzione di una donna di nascondere la sua gravidanza.

Sembra incredibile, ma è possibile che una donna arrivi al parto senza essersi accorta di essere incinta (le statistiche parlano di un caso ogni 500 nascite). In questi casi si parla di Sindrome di Negazione della gravidanza, in quanto la donna, durante l’intero periodo della gravidanza, non è cosciente di essere in attesa e quindi non ammette neppure a se stessa di essere incinta, anzi ignora di essere incinta, inoltre non presenta i sintomi e le manifestazioni esteriori tipiche della gravidanza (pancione, affaticamento, ecc.), neppure la famiglia e il partner notano la gravidanza.

Vi sono due tipi di negazione: quella parziale, in cui la donna si rende conto di essere incinta prima di partorire (in un periodo che può oscillare dal quinto mese fino a pochi giorni prima del parto) e quella totale che persiste fino all’istante del parto.

Il bisogno di negare la maternità in queste donne è così intenso da influenzare perfino le funzioni biologiche, per cui la donna non avverte i movimenti del feto, ingrassa pochissimo e in diversi casi si verificano anche perdite che assomigliano alle mestruazioni.

Questa sindrome dimostra quanto immenso sia il potere della mente, in quanto è in grado di condizionare anche il corpo. Infatti l’utero della donna si sposta in alto, lungo la colonna vertebrale o nelle area addominale, invece che in avanti.

Brigitte, una donna francese, vittima di questa sindrome, descrive l’evento del parto nel seguente modo: “Ero in casa ed ho partorito una bimba, era solo un qualcosa che usciva dal mio corpo, non l’avevo riconosciuta come un bebè”. La bambina fu trovata il giorno successivo, nell’immondizia, priva di vita.

Per la donna, in questo caso, il parto costituisce un intenso shock emotivo che può spingerla fino ad abbandonare o uccidere il bambino, subito dopo la nascita. Solo successivamente al parto, la donna lentamente inizia a prendere coscienza di essere stata incinta e di aver partorito. E’ solo in quell’istante che viene assalita dall’angoscia di aver procurato la morte del suo bambino.

La negazione della gravidanza è quella parte di sé (della donna) che si è identificata con il bambino.

E’ un meccanismo di difesa che la donna pone in essere per proteggersi da una sofferenza insopportabile, la cui fonte potrebbe essere indotto da abusi sessuali, fisici o psicologici subiti durante l’infanzia oppure da un concepimento conseguente ad uno stupro. Tuttavia sembra che in tutti i casi in cui è stato possibile verificare, all’origine è stato riscontrato sempre un difficile rapporto della donna con sua madre.