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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News La legislazione prevede il Danno da Lesione Parentale

New York, 20 novembre 1989. La Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia con l’art. 9.3 (meglio precisata nella normativa interna, L. 8 febbraio 2006 n. 54) afferma: “gli Stati devono far rispettare, nei casi di separazione, il diritto del fanciullo a mantenere un rapporto equilibrato, continuativo e diretto con entrambi i genitori, a meno che ciò non sia contrario all’interesse preminente del fanciullo’’. Ciò significa che il minore non dev’essere privato del genitore non affidatario. L’ottimale realizzazione di ciò è possibile solo con l’affido condiviso ad entrambi i genitori.
Anche la normativa europea indica in modo chiaro che ”padre e madre devono continuare ad esercitare l’attività parentale anche dopo la separazione, ciascuno deve impegnarsi a favorire le relazioni personali del minore con l’altro coniuge”. Il genitore collocatario ha il dovere di intervenire attivamente nel correggere eventuali comportamenti, diversamente si rende responsabile di un grave delitto configurabile come “Danno da Lesione Parentale”.
In altri termini, il genitore collocatario, non intervenendo si rende penalmente responsabile di mancato adempimento degli obblighi genitoriali che è da considerarsi a tutti gli effetti una lesione dei diritti garantiti a livello costituzionale. Delitto di cui si rendono responsabili anche psicoterapeuti e assistenti sociali che favoriscono l’allontanamento del minore da uno o da entrambi i genitori. Purtroppo l’Italia è il paese in cui si premia chi commette abusi e si condanna le persone innocenti.

News L’Alienazione Genitoriale non è una patologia del bambino

E’ errato considerare l’Alienazione Genitoriale una patologia del bambino, in quanto costituisce un crudele condizionamento alla paura, una costrizione indotta nel figlio con l’inganno e la menzogna, da parte del genitore alienante, per cui è da considerarsi una vile forma di abuso emotivo sui figli.
Purtroppo ciò non appare a chi non conosce il processo di Alienazione, in quanto il genitore alienate è abile nel mascherare i suoi comportamenti, facendoli apparire come un’amorevole azione di protezione del figlio, una libera scelta del bambino di non voler frequentare l’altro genitore.
L’aspetto psicologico più inquietante del Processo di Alienazione è che la figura genitoriale, che costituisce la base dell’affettività, diventa nello stesso tempo per il bambino, da una parte la fonte che DEVE alimentare l’odio, dall’altra il BISOGNO di dover assecondare l’abuso emotivo per evitare di essere travolto dal timore dell’abbandono.
Questo conflitto cognitivo contribuisce a rafforzare nel bambino il convincimento della propria incapacità a creare legami affettivi e quindi condizionerà in negativo la sua autostima (verso se stesso e la vita in generale), in quanto inconsapevolmente ha acquisito la certezza che i suoi bisogni e la sua autostima sono privi di significato.

News Il bambino PAS vive un profondo senso di colpa

A seguito della separazione dei suoi genitori, il bambino PAS vive un profondo senso di colpa, in quanto il suo amore e attaccamento per un genitore è condizionato dalla sua decisione di dover rifiutare l’altro genitore.
Ritenendosi responsabile del conflitto, che l’evento della separazione ha prodotto, il bambino PAS inconsapevolmente arriva a credere che, nel rifiutare il genitore con cui NON convive più, a favore di quello che continua ad accudirlo, l’infelicità e il disagio che sperimenta possa scomparire. Ciò significa che per il bambino PAS, il raggiungimento della serenità non si basa sul sentimento dell’amore, ma su quello dell’odio e del rifiuto.
Questo convincimento gli impedirà da adulto di vivere una sana affettività, in quanto ha sperimentato che una relazione affettiva può essere sia fonte di infelicità, sia timore di abuso e che l’amore e l’obbedienza per un genitore dipendono dalla sua denigrazione e rifiuto dell’altro genitore.
Questi messaggi vengono memorizzati in una forma quasi indelebile, in quanto la persona responsabile dell’accudimento (genitore alienante) è la stessa che annulla la percezione del sé del bambino e del suo amore per l’altro genitore.
Questa consapevolezza contribuisce a rafforzare nel bambino il convincimento della propria incapacità a creare legami affettivi e quindi condizionerà in negativo la sua autostima (verso se stesso e la vita in generale), in quanto inconsapevolmente ha acquisito la certezza che i suoi bisogni e la sua autostima sono privi di significato.

News Il bambino PAS

Quando si ascolta un bambino PAS, è molto difficile determinare se a parlare è il bambino o il genitore alienante, in quanto è un soldato arruolato con l’inganno, obbligato a combattere una guerra in cui il NEMICO (il genitore alienante) è la persona che ama e da cui dipende per la soddisfazione dei suoi bisogni.
PAS, per un bambino significa perdita, insicurezza, paura, confusione, tristezza, disperazione, anche se apparentemente non sembra.
Il bambino PAS da adulto si chiederà: perché non riesco ad essere sereno? Perché non riesco ad amare? Purtroppo non sarà in grado di dare una risposta al suo disagio, al suo disorientamento e continuerà a combattere da solo contro se stesso.
Chi ama davvero i propri figli non li obbliga con l’inganno e la menzogna a rinunciare all’altro genitore. Inoltre, un fondamentale dovere degli operatori sociali e degli psicoterapeuti dovrebbe essere quello di garantire la CONTINUITA’ dei rapporti dei bambini con entrambi i genitori e non rendersi complice di un abuso emotivo, sulla base delle sue idiote credenze o per motivi puramente economici.
Purtroppo pochi psicoterapeuti corrotti o malati stanno distruggendo la fiducia delle persone, verso questa importante figura professionale, fermiamoli prima che il disprezzo e la sfiducia travolga l’intera categoria.

News Alienazione Genitoriale, l'importanza di un protocollo

La denominazione Alienazione Genitoriale, può essere utilizzata SOLO quando il rifiuto di un bambino a frequentare un genitore è attivamente influenzato dall’altro coniuge/terze persone e NON vi sono validi motivi, da parte del bambino, che giustificano il rifiuto.
Ciò che appare sempre più evidente, nelle problematiche relative all’Alienazione Genitoriale, è l’assenza di regole condivise, di protocolli in grado di definire oggettivi criteri di riferimento, in grado di porre fine al totale arbitrio di alcune categorie di deviati pseudo-professionisti, che si nascondono dietro associazioni la cui denominazione enfatizza crociate a favore dell’INFANZIA, della FAMIGLIA e delle DONNE (come se le donne non fossero anche loro spesso vittime dell’alienazione genitoriale), al solo fine di lucrare sull’ignoranza e sulle disgrazie altrui.
Lo scopo di un protocollo, di una diagnosi (secondo gli esperti) non è solo quello di stabilire con certezza quando è presente l’Alienazione Genitoriale, ma soprattutto quello di individuare quando NON E’ PRESENTE.
Infatti, l’individuazione della verità si fonda sul riconoscimento della presenza di fatti chiaramente ben definiti, che producono un significativo disagio psicologico, cognitivo o fisico. In assenza di questa base sicura per l’accertamento della verità, chi deve valutare non sarà in grado di stabilire quando l’alienazione NON E’ PRESENTE. Questo significa che i genitori falsamente accusati di aver indotto l’alienazione, non hanno alcun modo di difendersi contro questa falsa accusa.

News Caso di Cittadella: Ecco cosa ha dichiarata la madre all’ANSA

Quanti potevano immaginare che un breve ed efficace intervento, giudicato un atto di violenza dalle varie trasmissioni di TV pollaio, in realtà poteva essere l'opportunità per un bambino di riscoprire l'affetto del papà.
La madre lo ha accompagnato a scuola e il papà è andato a prederlo a fine lezione, credo che questo sia il massimo dell'aspirazione di un bambino, cioè quella di mostrare agli amici e a se stesso che anche lui ha due genitori che lo amano (mi auguro che entrambi i genitori comprendano questa grande opportunità che viene offerto soprattutto al bambino).
Quando è in essere l’Alienazione Genitoriale, l’istante più critico e quando il bambino deve lasciare il genitore con cui convive, per andare con l’altro. Se non viene compreso questo aspetto, giudici, avvocati, operatori sociali e psicoterapeti, possono solo alimentare il processo di Alienazione.
Caso di Cittadella: Ecco cosa ha dichiarata la madre all’ANSA: «Oggi il bimbo è andato a prenderlo a scuola il padre, mentre stamani l'ho accompagnato io dopo aver trascorso con lui il fine settimana. Dovrò fargli capire che adesso passerà più giorni con il padre. È grande e capirà.
I giudici hanno detto che avrà due case». BRAVI GIUDICI ED OPERATORI SOCIALI, perché con poco hanno donato la serenità ad un bambino e ai due genitori. Aver allontanato temporaneamente il bambino dall’influenza della madre, gli ha consentito di riscoprire il rapporto con il padre.
Infatti, i rapporti genitori figli, non sono mai irrimediabilmente compromessi, occorre solo fornire ai bambini la possibilità di vivere con serenità una sana relazione con entrambi i genitori. Il timore della madre di non rivedere più il figlio, forse l’ha riportata a più miti consigli, il figlio nel rivivere il rapporto con il padre si è ricordato che non è quel mostro che gli avevano descritto.
Ho ricevuto tempo fa una lettera di una madre che dopo essersi liberata dalla gabbia dell’Alienazione Genitoriale (perché la figlia a 17 anni ha cercato e voluto ripristinare il rapporto con il padre) ha riscoperto che poteva di nuovo innamorarsi e costruire una sana relazione sentimentale con un altro uomo. L'Alienazione Genitoriale è un virus malefico che colpisce anche chi lo pratica.

News Cittadella: mio figlio è diventato un pacco postale

L'affermazione della madre: «Adesso mio figlio è diventato un pacco postale. Speravo la Corte lo ascoltasse, invece nulla».
Quella del pacco è la più idiota delle affermazioni che la mente umana possa partorire. Un figlio che frequenta entrambi i genitori non è un pacco, ma un bambino che ha bisogno di essere amato e accudito da entrambi i genitori, è così difficile da comprendere.
Purtroppo, questo è il risultato della propaganda dei negazionisti che inquinano il cervello di certi genitori, facendogli credere che è meglio per i bambini frequentare gli psichiatri, piuttosto che l'altro genitore o nella migliore delle ipotesi farli diventare ORFANI DI GENITORE VIVO.

News La PAS è stata individuata 35 anni prima di Gardner

Generalmente si ritiene che ad “inventare” la PAS sia stato Gardner, mentre in realtà, il modello comportamentale descritto da Gardner, era già stato osservato da diversi neuropsichiatri infantili, a partire dal 1950 (cioè, circa 35 anni prima), in bambini ricoverati negli ospedali psichiatrici, durante le visite dei familiari.
Ad esempio, Jay Haley, pioniere della psicoterapia familiare, nel 1963 lo denominò Triangolo Perverso, in quanto un membro di una generazione, formava una coalizione segreta con una persona di un’altra generazione, contro un proprio pari; questa coalizione non veniva mai resa esplicita, anzi veniva negata o dissimulata (cambia il linguaggio ma non la sostanza).
Murray Bowen nel 1971, lo definì Triangolo Patologico. Inoltre, numerosi indipendenti neuropsichiatri infantili, rilevarono anche che, nelle situazioni più estreme, queste forme patologiche di triangoli relazionali erano, in questi bambini, all’origine della loro psicosi.
Questa lunga storia di triangolazioni è stata successivamente documentata e ampiamente convalidata, a partire dal 1983, dalla successiva generazione di terapeuti familiari, anche se non usarono mai la denominazione PAS (Parental Alienation Syndrome).

News Alienazione Genitoriale o Amore Criminale

L’obiettivo dell’Alienazione Genitoriale (o Amore Criminale) è di assicurare ad un genitore l’esclusivo possesso del figlio, mediante la denigrazione sistematica e la contemporanea interruzione degli incontri con l’altro genitore.
Quando il livello dell’alienazione supera una certa soglia, i bambini iniziano a negare con decisione che non vi è un qualsiasi contributo del genitore alienante, che a sua volta afferma di desiderare che il figlio frequenti l’altro genitore e riconosce l’importanza di questo coinvolgimento, anche se poi i suoi atti indicano qualcosa di molto diverso.
I bambini, nell’affermare con orgoglio che è una loro decisione, di fatto placano il senso di colpa del genitore alienante e lo proteggono dalle critiche. Quest’attività di pensiero indipendente viene supportatata dal genitore alienante, che loda i bambini facendogli credere di non essere burattini, ma persone che hanno una propria mente e il coraggio di esprimere le loro opinioni apertamente, anzi li esortano a dire se desiderano vedere il genitore alienato, ovviamente sanno che la risposta è NO.
I bambini, nell’affermare questa “loro verità” di odio nei confronti del genitore alienato e nell’esprimere il “loro desiderio” di non volerlo più vedere, si proteggono dall’ira del genitore con cui convivono, che esploderebbe nell’ipotesi in cui dichiarassero di volerlo incontrare.
Il processo di alienazione è così giunto alla fine, in quanto il bambino non è più in grado di comprendere quale è verità dei suoi sentimenti e quindi si è convinto che il genitore alienato merita di essere denigrato.
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