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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News Nuove controversie sul DSM-5

Il National Institute of Mental Health (NIMH), l’agenzia federale statunitense che si occupa di finanziare la ricerca sui disturbi mentali, ha dichiarato con un post pubblicato la scorsa settimana sul blog del suo direttore che l’istituto prenderà le distanze dal nuovo manuale e dalle sue categorie diagnostiche.
«La forza di ciascuna edizione del DSM,» ha scritto Thomas Insel, «è stata la sua “affidabilità” – ogni edizione ha garantito che i medici utilizzassero gli stessi termini allo stesso modo. La debolezza è stata la sua mancanza di validità.» Le diagnosi su cui si basa il DSM, sostiene il direttore dell’NIMH, si basano su un insieme di sintomi più che su misure oggettive, un tipo di medicina che è stata in gran parte superata negli ultimi cinquant’anni, nella convinzione che i sintomi da soli non siano in grado di indicare il miglior trattamento da seguire.

News Esperti smascherano il DSM (Parte 2)

L'approccio non-scientifico usato per produrre il DSM conduce a continui ed irrazionali cambiamenti di criteri per la diagnosi. Infatti, un paziente può risultare perfettamente normale secondo una versione del DSM e mentalmente malato secondo i criteri della versione successiva.
Per esempio, “disturbo della personalità narcisista” utilizzato per descrivere persone vanitose, egocentriche, che sovente approfittano degli altri, era un “disturbo” del DSM fino al 1968. È stato eliminato dalla versione del 1968 fino al 1980 quando è poi stato reintrodotto. Dunque, una persona vanitosa ed egocentrica era “mentalmente malata” prima del 1968, normale durante i dodici anni successivi e di nuovo “mentalmente malata” dopo il 1980.
Thomas Szasz, Dottore in Medicina, Professore Emerito di Psichiatria scrive: La validità apparente del DSM è potenziata dal fatto che la psichiatria sostiene che le malattie mentali sono malattie del cervello, un'affermazione che si pretende essere comprovata da recenti scoperte radiologiche e farmaceutiche. Ciò non è vero. Non esistono analisi del sangue o altre analisi biologiche che permettono di accertare la presenza di una malattia mentale. Se tali analisi fossero sviluppate, la condizione cesserebbe di essere una malattia mentale e sarebbe invece classificata come un sintomo di una malattia fisica.

News DSM-5, Riflessioni (Parte II)

La pubblicazione del DSM-5 ha confermato il timore e le critiche, a livello mondiale, di diversi esperti e psichiatri nei confronti della nuova versione del manuale.
La cosiddetta “Bibbia della psichiatria” (la NIMH ha affermato che i criteri usati per definire il DSM mancano di validità scientifica) sembra ormai totalmente controllata dalla fabbrica del farmaco e da chi ha interesse a diffondere la medicalizzazione della società.
Una delle critiche più forti e che l’abbassamento della soglia relative alle diagnosi potrebbe far aumentare la prescrizione dei farmaci. Inoltre sembra siano presenti discutibili criteri diagnostici che potrebbero far aumentare il numero dei pazienti, come ad esempio il tentativo di trasformare un normale stress causato dal quotidiano in una malattia mentale; viene anche segnalato, ad esempio, che la definizione relativa all’Iperattività e deficit di attenzione, è stata ampliata, per cui il disturbo potrebbe essere diagnosticato in un numero maggiore di bambini. Anche l’ambiguità con cui vengono descritti i sintomi che normalmente vengono utilizzati per individuare l’Alienazione Genitoriale, offrono un maggior poter discrezionale.

News La NIMH afferma che il DSM manca di Validità scientifica

Un vero terremoto sta travolgendo la credibilità del DSM, infatti il National Institute of Mental Health (o NIMH), cioè l’istituto che maggiormente finanzia la ricerca nel mondo, ha annunciato che orienterà le sue ricerche lontano dalle categorie del DSM, in quanto il DSM MANCA DI VALIDITA’, è un manuale PSEUDO-SCIENTIFICO, in quanto trascura la sensibilità al contesto. NIMH ritiene che i pazienti con disturbi mentali, meritano un sistema di classsificazione e diagnosi migliore.
Inoltre, studi recenti hanno anche sollevato diversi dubbi sull’ultima versione del DSM-5, specialmente per quanto riguarda le nuove entità diagnostiche che fanno riferimento ai bambini e agli anziani, in quanto risultano essere scientificamente infondate.
Conseguenza di ciò è che nel futuro l’NIMH finanzierà quasi esclusivamente le ricerche che non si legano alle categorie del DSM. Il fine è di iniziare a sviluppare un sistema che garantisca ai pazienti una diagnosi più precisa e meno dipendente dalle opinioni e dai pregiudizi degli analisti. L’approccio alternativo dovrebbe essere quello di un sistema che mira a scoprire ciò che si VEDE, come ad esempio le componenti della disregolazione psicologica attraverso la comprensione delle difficoltà cognitive e delle variazioni neuronali e genetiche.
Ad esempio, le difficoltà di regolazione del sistema di eccitazione potrebbe essere coinvolto nel generare ansia nei PTSD e come generatore di stati maniacali nel disturbo bipolare. Ovviamente questo approccio ‘componente’ è già in gran parte presente nella ricerca sulla salute mentale, ma il progetto rdoc mira a combinarlo in un sistema che consente a questi di essere tracciati ed integrati.
Nell’immediato, l’attuale approccio non cambierà il modo di come gli psichiatri si rapportano con i loro pazienti, per cui i disturbi DSM-style saranno ancora un punto di riferimento, in quanto l’efficacia dei farmaci si basano su quel tipo di diagnosi. Inoltre il progetto rdoc è stato pensato per essere radicale e si preannuncia come un cambiamento rivoluzionario nel modo in cui potremmo pensare ai disturbi mentali negli anni a venire.
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