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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News Cittadella: La suora scrive un lettera a Leo

Ciao Leonardo,sono passati pochi giorni ormai da quando te ne sei andato e non ti vedo più presente a Casa Priscilla. Non posso dimenticarti: dal mattino quando scendevi per la colazione, ti vedo ancora premuroso per andare a scuola e sorridente mi davi il primo saluto, e così pure alle persone della casa.
Sapevi accogliere i piccoli che arrivavano, aspettavi con ansia il papà che ti accompagnava a scuola, sempre disponibile ad accompagnare qualche altro ragazzino della casa. Ti rivedo al ritorno da scuola allegro e sorridente e ogni volta venivi a riferirmi il voto che avevi meritato nei compiti e nelle interrogazioni. Eri felice e mi facevi felice. Ti rivedo aggirarti per la casa libero e sereno e mi davi gioia quando invitavi gli altri ragazzini a condividere con te i giochi al computer oppure ti rendevi disponibile ad aiutarli nei compiti.
Qualche volta dimostravi momenti di scatto, soprattutto per qualcosa che non accettavi o quando eri sconfitto nel gioco, ma subito con il dialogo e con l'amicizia con cui ti avvicinavo avevi subito la capacità di superarti.
Man mano che passavano i giorni ti dimostravi sempre più inserito nell'ambiente di Casa Priscilla, con naturalezza venivi ad aiutarmi a cucinare ed esprimevi il tuo desiderio sui cibi che desideravi. Quando alla sera veniva l'ora del sonno volevi che io ti restassi vicina e aspettavi il segno della croce sulla fronte e il bacio della buona notte. Ti rivedo tranquillo e sereno, nel lungo sonno ti osservavo, vicino a qualche altro bambino, sembravate angeli! Suor Miriam Parolin

News Cittadella: mio figlio è diventato un pacco postale

L'affermazione della madre: «Adesso mio figlio è diventato un pacco postale. Speravo la Corte lo ascoltasse, invece nulla».
Quella del pacco è la più idiota delle affermazioni che la mente umana possa partorire. Un figlio che frequenta entrambi i genitori non è un pacco, ma un bambino che ha bisogno di essere amato e accudito da entrambi i genitori, è così difficile da comprendere.
Purtroppo, questo è il risultato della propaganda dei negazionisti che inquinano il cervello di certi genitori, facendogli credere che è meglio per i bambini frequentare gli psichiatri, piuttosto che l'altro genitore o nella migliore delle ipotesi farli diventare ORFANI DI GENITORE VIVO.

News Cittadella, la corte di appello riconosce la validità della PAS

Caso di Cittadella, ultimo atto. In data 17 Maggio 2013, La Corte d'Appello di Brescia dispone che il minore venga nuovamente collocato dal padre, con affidamento ai servizi sociali. Quindi, questa sentenza conferma l’esistenza della PAS, indipendentemente dal fatto che venga qualificata o meno come patologia. Infatti in questa nuova sentenza si afferma quanto segue: La comunità scientifica riconosce in modo pressochè unanime questo disturbo relazionale psicopatologico. Infatti vi sono psicologi e psichiatri importanti che hanno sottoscritto alcuni documenti in cui si dà atto dell’esistenza di tale forma di alienazione. Si deve aggiungere che la corte di cassazione non ha posto in discussione la diagnosi di PAS. Il fatto che altri esperti neghino il fondamento scientifico di tale sindrome non significa che essa non possa essere utilizzata, quanto meno per individuare un problema relazionale molto frequente nelle separazione dei genitori, indipendentemente che venga o meno considerata una malattia.

News DSM-5, Riflessioni (Parte II)

La pubblicazione del DSM-5 ha confermato il timore e le critiche, a livello mondiale, di diversi esperti e psichiatri nei confronti della nuova versione del manuale.
La cosiddetta “Bibbia della psichiatria” (la NIMH ha affermato che i criteri usati per definire il DSM mancano di validità scientifica) sembra ormai totalmente controllata dalla fabbrica del farmaco e da chi ha interesse a diffondere la medicalizzazione della società.
Una delle critiche più forti e che l’abbassamento della soglia relative alle diagnosi potrebbe far aumentare la prescrizione dei farmaci. Inoltre sembra siano presenti discutibili criteri diagnostici che potrebbero far aumentare il numero dei pazienti, come ad esempio il tentativo di trasformare un normale stress causato dal quotidiano in una malattia mentale; viene anche segnalato, ad esempio, che la definizione relativa all’Iperattività e deficit di attenzione, è stata ampliata, per cui il disturbo potrebbe essere diagnosticato in un numero maggiore di bambini. Anche l’ambiguità con cui vengono descritti i sintomi che normalmente vengono utilizzati per individuare l’Alienazione Genitoriale, offrono un maggior poter discrezionale.

News DSM-5, Riflessione sull'Alienazione Genitoriale (parte I)

Con la pubblicazione ufficiale avvenuta nelle ultime ore, si è avuta la definitiva certezza che le parole Alienazione Genitoriale non sono nel DSM-5, tuttavia vi sono diverse descrizioni di diagnosi che possono essere utilizzate per diagnosticarla; ciò significa, secondo Linda Gottlieb, che l’essenza dell’Alienazione Genitoriale è nel DSM-5.
Le considerazioni della Gottlieb (e di altri) sono senza alcun dubbio utili ed interessanti, tuttavia credo sia un errore continuare ad associare l’Alienazione Genitoriale, solo ed esclusivamente a Gardner, così come continuare ad affermare che esiste solo se vi è una sua classificazione diretta o indiretta nel DSM, per diverse sostanziali motivazioni.
La più importante è che ormai è stata riconosciuta la non scientificità del criterio con cui viene compilato il DSM (cioè su sollecitazioni delle fabbriche del farmaco), in quanto le diagnosi si basano solo sull’opinione di alcuni esperti e non su dati oggettivi. Inoltre, tutte le più moderne teorie psicologiche, hanno dimostrato e giustificato indirettamente (alcune anche sperimentalmente) la sua esistenza, a partire dalla Teoria dell’Attaccamento fino alle più moderne psicoterapie, come ad esempio quella della Terapia Razionale-Emotiva di Ellis.
Inoltre alcuni fanatici psicoterapeuti della ormai superata metapsicologia freudiana, nonostante neghino con determinazione l’esistenza dell’Alienazione Genitoriale, non solo allontanano i bambini da un genitore che loro stessi affermano essere innocente, ma sottopongono i bambini ad anni di lunghe, costose e dannose psicoterapie pagate dalla comunità, che trasformano un bambino sano in un futuro individuo patologico, con gravi difficoltà nell’esprimere una sana affettività.

News Il rilievo dell’Alienazione Genitoriale, non è una diagnosi medica

Una sentenza della Corte Superiore di Los Angeles ha affermato che il rilievo, in una procedura giudiziale dell’Alienazione Genitoriale, non è necessariamente da considerare una diagnosi medica.
In altri termini, la testimonianza di un esperto che afferma di guardare ai fatti senza alcun pregiudizio ideologico è da considerare leggittima ed opportuna, indipendentemente da tutte le altre considerazioni, compresa quella di essere o meno considerata una malattia, in quanto si tratta del parere di un esperto che ha esaminato i fatti reali, i comportamenti del bambino e dei genitori, per cui non sta formulando una diagnosi psichiatrica, ma sta semplicemente esprimendo un parere.
In pratica il suggerimento è di eliminare la parola Sindrome e parlare semplicemente di Alienazione Genitoriale, ribadendo che non si ritiene figli e genitori alienante affetti da disturbi o malati, ma che si tratta semplicemente di manipolazione del minore, indotta mediante la menzogna. Per questo motiva si ritiene inadeguata ed inopportuna la presenza di operatori sociali e di psicoterapeuti.

News La NIMH afferma che il DSM manca di Validità scientifica

Un vero terremoto sta travolgendo la credibilità del DSM, infatti il National Institute of Mental Health (o NIMH), cioè l’istituto che maggiormente finanzia la ricerca nel mondo, ha annunciato che orienterà le sue ricerche lontano dalle categorie del DSM, in quanto il DSM MANCA DI VALIDITA’, è un manuale PSEUDO-SCIENTIFICO, in quanto trascura la sensibilità al contesto. NIMH ritiene che i pazienti con disturbi mentali, meritano un sistema di classsificazione e diagnosi migliore.
Inoltre, studi recenti hanno anche sollevato diversi dubbi sull’ultima versione del DSM-5, specialmente per quanto riguarda le nuove entità diagnostiche che fanno riferimento ai bambini e agli anziani, in quanto risultano essere scientificamente infondate.
Conseguenza di ciò è che nel futuro l’NIMH finanzierà quasi esclusivamente le ricerche che non si legano alle categorie del DSM. Il fine è di iniziare a sviluppare un sistema che garantisca ai pazienti una diagnosi più precisa e meno dipendente dalle opinioni e dai pregiudizi degli analisti. L’approccio alternativo dovrebbe essere quello di un sistema che mira a scoprire ciò che si VEDE, come ad esempio le componenti della disregolazione psicologica attraverso la comprensione delle difficoltà cognitive e delle variazioni neuronali e genetiche.
Ad esempio, le difficoltà di regolazione del sistema di eccitazione potrebbe essere coinvolto nel generare ansia nei PTSD e come generatore di stati maniacali nel disturbo bipolare. Ovviamente questo approccio ‘componente’ è già in gran parte presente nella ricerca sulla salute mentale, ma il progetto rdoc mira a combinarlo in un sistema che consente a questi di essere tracciati ed integrati.
Nell’immediato, l’attuale approccio non cambierà il modo di come gli psichiatri si rapportano con i loro pazienti, per cui i disturbi DSM-style saranno ancora un punto di riferimento, in quanto l’efficacia dei farmaci si basano su quel tipo di diagnosi. Inoltre il progetto rdoc è stato pensato per essere radicale e si preannuncia come un cambiamento rivoluzionario nel modo in cui potremmo pensare ai disturbi mentali negli anni a venire.

News Medicalizzazione del diritto di famiglia

La giustizia italiana ha dimostrato di essere incapace di garantire il diritto alla genitorialità e di difendere i bambini dal sorpruso e dalla violenza del genitore “collocatario”, che abusando del potere che gli deriva dal vivere costantemente con i figli, condiziona attraverso l’arte della menzogna e del conflitto i rapporti genitore/figlio, impedendo di fatto il diritto di visita dell’altro genitore.
L’aspetto più aberrante è che si parla del “diritto di visita”, non del “dovere di essere genitore presente”, anche se non si convive più con il figlio.
A seguito di questa incapatità della giustizia di gestire il diritto alla genitorialità che è stato introdotto nei tribunali la perizia psicologica che si è dimostrata essere la principale fonte di garanzia per la diffusione dell’illegalità, trasformando la violazione del cosiddetto “diritto di visita” del genitore, in patologia del bambino.
La strategia è molto semplice, si allontana il genitore non-collocatario, assecondando di fatto il desiderio del genitore collocatario ed infine si è liberi di sottoporre il minore ad anni di lunghe e costose psicoterapie freudiane, basate sulla favola edipica, il cui risultato è l’induzione di una psicopatologia più o meno invasiva nel bambino.
Il non riconoscimento della PAS, di fatto impedisce di riconoscere che la psicopatologia è nel genitore alienante (non nel bambino) che risulterebbe impossibile costringere alla psicoterapia.

News Commette violenza se sgrida i figli che incontrano l’ex marito

Secondo la sentenza della cassazione n. 5365/2012, la madre commette il reato di VIOLENZA PRIVATA se aggredisce i propri figli, quando questi hanno contatti con l’ex marito.
Se questi atteggiamenti violenti si verificano abitualmente, si inquadrono in un regime di vita vessatorio, allora la violenza si trasforma in REATO DI MALTRATTAMENTO, mentre se si manifesta solo sporadicamente, diventa reato di VIOLENZA PRIVATA.