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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News Solo la conoscenza può distruggere l'ignoranza

Con questo messaggio desideriamo iniziare una campagna di sensibilizzazione e conoscenza su questo grave e vile abuso emotivo sui bambini, costretti con l’inganno e la menzogna a rifiutare un proprio genitore. E’ nostra intenzione diffondere questi tipi di messaggi anche attraverso altri mezzi di comunicazione, non appena la disponibilità economica ce lo consentirà.

News La PAS è reato, secondo Articolo 612-bis del codice penale

L'Articolo 612-bis del codice penale, condanna con la reclusione tutte le persone che contribuiscono a determinare l'Alienazione Genitoriale. Infatti l'Articolo 612-bis afferma:
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.

News Il senso pedagogico delle emozioni

L’aspetto più inquietante a cui oggi si è costretti ad assistere, è l’indiscriminata trasformazione del valore positivo delle emozioni, in Disturbo Mentale (significativo è il fatto che gli estensori del DSM non sono stati ancora in grado di definire cosa intendono per Disturbo Mentale); ma quale è, il vero significato dei diversi stati mentali e delle emozioni? Ad esempio, l’ANSIA ci segnala in anticipo (difronte a dei mutamenti), che il nostro corpo ha la percezione di un pericolo, quindi ci sollecita di fronte ad un ostacolo; la TRISTEZZA ci suggerisce di riflettere su un qualcosa di importante che pensiamo di aver perso; la RABBIA ci evidenzia che siamo vittime di una ingiustizia; il SENSO DI COLPA ci dice che siamo stati ingiusti nei confronti di qualcuno e ci invita a chiedere scusa; l’INVIDIA ci informa che desideriamo qualcosa che gli altri hanno, che a noi manca, quindi è un invito ad impegnarsi in una certa direzione; la TENEREZZA segnala nelle relazioni, un bisogno di attenzioni. Ciò che manca è un’educazione a comprendere il vero senso delle emozioni, a modularle senza soffocarle, ad evitare che possano sfuggire al controllo razionale, ciò non può farlo un farmaco, ma una adeguata educazione psicologica e pedagogica; infatti non esistono emozioni errate, in quanto tutte ci aiutano a dare significato alla nostra esistenza e a regolare le relazioni con gli altri.

News Esperti smascherano il DSM (Parte 2)

L'approccio non-scientifico usato per produrre il DSM conduce a continui ed irrazionali cambiamenti di criteri per la diagnosi. Infatti, un paziente può risultare perfettamente normale secondo una versione del DSM e mentalmente malato secondo i criteri della versione successiva.
Per esempio, “disturbo della personalità narcisista” utilizzato per descrivere persone vanitose, egocentriche, che sovente approfittano degli altri, era un “disturbo” del DSM fino al 1968. È stato eliminato dalla versione del 1968 fino al 1980 quando è poi stato reintrodotto. Dunque, una persona vanitosa ed egocentrica era “mentalmente malata” prima del 1968, normale durante i dodici anni successivi e di nuovo “mentalmente malata” dopo il 1980.
Thomas Szasz, Dottore in Medicina, Professore Emerito di Psichiatria scrive: La validità apparente del DSM è potenziata dal fatto che la psichiatria sostiene che le malattie mentali sono malattie del cervello, un'affermazione che si pretende essere comprovata da recenti scoperte radiologiche e farmaceutiche. Ciò non è vero. Non esistono analisi del sangue o altre analisi biologiche che permettono di accertare la presenza di una malattia mentale. Se tali analisi fossero sviluppate, la condizione cesserebbe di essere una malattia mentale e sarebbe invece classificata come un sintomo di una malattia fisica.

News Esperti smascherano il DSM (Parte 1)

La validità scientifica del DSM è sotto un crescente attacco da parte dei professionisti del settore medico e di molti esperti scientifici come Herb Kutchins della California State University e Stuart A. Kirk dell'University of California, Los Angeles (UCLA), che hanno constatato che “…ci sono ampie ragioni per concludere che le ultime versioni del DSM come strumento clinico di classificazione sono inaffidabili e dunque di validità dubbia”. Spesso etichettato “scienza spazzatura”, secondo un sondaggio internazionale eseguito in Inghilterra nel 2001 su un gruppo di esperti nel campo della salute mentale, il DSM-IV è stato votato una delle dieci pubblicazioni psichiatriche peggiori del millennio.

News DSM, un pericolo per i bambini Alienati

Le hanno pensate tutte: di fatto se un individuo rifiuta un trattamento, per questa DECISIONE, probabilmente è mentalmente malato. Infatti, nel DSM vi è una categoria anche per le persone che non vogliono prendere un farmaco o rifiutano un trattamento, etichettata come: “V.15.81 Non collaborazione al trattamento”. Questa categoria può essere usata quando l’oggetto (per queste persone, l'individuo è un oggetto cioè $$$) dell’attenzione clinica è la mancata collaborazione ad un aspetto importante di disturbo mentale o condizione medica generale.
Questa è una pericolosa denominazione, per i bambini vittime dell’Alienazione Genitoriale, perché legalmente possono essere costretti a subire inutili e dannose psicoterapie, ad assumere farmaci o rinchiusi in istituti di segregazione infantile, perché lo prevede il DSM.
Inoltre, i genitori che hanno la patria potesta, non la possono esercitare e non possono decidere per i propri figli, perché vengono accusati di creare il CONFLITTO, che giustifica l’atteggiamento del bambino (ovviamente non serve far notare che il genitore non vede il bambino e l’ex-partner da molti mesi).
Per capirci, l’Alienazione Genitoriale non è nel DSM (per fortuna), ma i bambini che rifiutano di incontrare un genitore vengono quasi sempre obbligati alla psicoterapia o rinchiusi negli istituti di segrazione infantile, se rifiutano questi trattamenti, nel DSM “questo fatto” è considerato un DISTURBO MENTALE.
Allora ha ragione chi ha ridenominato la Bibbia della Psichiatria” in la “Bibbia dell’Inganno” o della spazzatura.

News Riflessione su Alienazione e Pedofilia

Per negare l’esistenza dell’Alienazione Genitoriale, diverse persone incompetenti o interessate ad un guadagno criminale (per un genitore alienato, giungere in cassazione, significa spendere circa 200.000€, soldi che potrebbero essere usati per il benessere dei figli, non per privarli di un genitore), usano argomentazioni inconsistenti, al fine di associare l’Alienazione Genitoriale con la pedofilia.
Fortunatamente, nei casi di alienazione genitoriale, sono numericamente irrilevante le accuse di pedofilia, mentre la quasi totalità delle accuse sono di maltrattamento del genitore o del bambino. Inoltre, a livello psicologico esistono evidenti differenze che consentono di accertare, in modo inequivocabile, la verità.
Infatti, i bambini vittima della pedofilia presentano alcuni o tutti i sintomi riconducibili al Disturbo Post Traumatico da Stress, mentre questi sintomi sono totalmente assenti nei bambini alienati. Inoltre, i bambini vittime dell’Alienazione Genitoriale, manifestano uno stile di comportamento che non è presente nelle vittime della pedofilia.
Infatti, un bambino alienato generalmente narra l’abuso spontaneamente, in modo fluido, distaccato, senza alcun coinvolgimento emotivo ed è marcatamente esagerato nel racconto, mentre il bambino abusato spesso è reticente, dimostra imbarazzo in quanto emotivamente coinvolto, tende a minimizzare la realtà.
Inoltre il bambino alienato descrive il genitore alienante tutto in positivo e il genitore alienato completamente in negativo e il rifiuto si estende anche ai familiari del genitore alienato, mentre il bambino vittima di abusi fisici esprime rabbia anche nei confronti dell’altro genitore in quanto non ha saputo proteggerlo e ricorda esperienze positive anche con il genitore che l’ha abusato, inoltre il rifiuto non si estende ai familiari del genitore che ha perpetrato l’abuso.

News Gli effetti nefasti prodotti dall'Alienazioen Genitoriale

Gli effetti nefasti prodotti dal processo di Alienazione Genitoriale sulla personalità del bambino, sono devastanti ed hanno un serio impatto sulla sua personalità, in quanto il bambino acquisisce la convinzione di non potersi fidare delle proprie percezioni e sentimenti. Inoltre, in quanto dipendente dal genitore che lo condiziona e lo manipola, diventa fragile e indeciso, incapace di sviluppare la propria individualità e autonomia, con conseguente disistima e mancanza di fiducia in se stesso.
Infine, poichè ha sperimentato che l’amore e il contatto affettivo possono essere abusati e possono essere usati per controllare e manipolare, avrà difficoltà da adulto ad accettare l’intimità e la vicinanza affettiva, per paura di diventare di nuovo vittima di manipolazioni distruttrici dell’identità. Ne conseguono problemi relazionali causati da comportamenti eccessivamente sospettosi e sequestranti da un lato ed esageratamente distanti e inavvicinabili dall’altro.
Tenuto conto di tutte queste drammatiche conseguenze, è importante che l’Alienazione Genitoriale venga riconosciuta e diagnosticata il prima possibile, con il contributo di tutte le parti in causa (genitori, giudici, psicologi, servizi sociali, avvocati) responsabili della tutela e del benessere psichico del bambino. Per poter intervenire è necessario che esista una sinergia tra sistema giudiziario e psicologi che operano in ambito forense.

News Alienazione Genitoriale, l'importanza di un protocollo

La denominazione Alienazione Genitoriale, può essere utilizzata SOLO quando il rifiuto di un bambino a frequentare un genitore è attivamente influenzato dall’altro coniuge/terze persone e NON vi sono validi motivi, da parte del bambino, che giustificano il rifiuto.
Ciò che appare sempre più evidente, nelle problematiche relative all’Alienazione Genitoriale, è l’assenza di regole condivise, di protocolli in grado di definire oggettivi criteri di riferimento, in grado di porre fine al totale arbitrio di alcune categorie di deviati pseudo-professionisti, che si nascondono dietro associazioni la cui denominazione enfatizza crociate a favore dell’INFANZIA, della FAMIGLIA e delle DONNE (come se le donne non fossero anche loro spesso vittime dell’alienazione genitoriale), al solo fine di lucrare sull’ignoranza e sulle disgrazie altrui.
Lo scopo di un protocollo, di una diagnosi (secondo gli esperti) non è solo quello di stabilire con certezza quando è presente l’Alienazione Genitoriale, ma soprattutto quello di individuare quando NON E’ PRESENTE.
Infatti, l’individuazione della verità si fonda sul riconoscimento della presenza di fatti chiaramente ben definiti, che producono un significativo disagio psicologico, cognitivo o fisico. In assenza di questa base sicura per l’accertamento della verità, chi deve valutare non sarà in grado di stabilire quando l’alienazione NON E’ PRESENTE. Questo significa che i genitori falsamente accusati di aver indotto l’alienazione, non hanno alcun modo di difendersi contro questa falsa accusa.

News Caso di Cittadella: Ecco cosa ha dichiarata la madre all’ANSA

Quanti potevano immaginare che un breve ed efficace intervento, giudicato un atto di violenza dalle varie trasmissioni di TV pollaio, in realtà poteva essere l'opportunità per un bambino di riscoprire l'affetto del papà.
La madre lo ha accompagnato a scuola e il papà è andato a prederlo a fine lezione, credo che questo sia il massimo dell'aspirazione di un bambino, cioè quella di mostrare agli amici e a se stesso che anche lui ha due genitori che lo amano (mi auguro che entrambi i genitori comprendano questa grande opportunità che viene offerto soprattutto al bambino).
Quando è in essere l’Alienazione Genitoriale, l’istante più critico e quando il bambino deve lasciare il genitore con cui convive, per andare con l’altro. Se non viene compreso questo aspetto, giudici, avvocati, operatori sociali e psicoterapeti, possono solo alimentare il processo di Alienazione.
Caso di Cittadella: Ecco cosa ha dichiarata la madre all’ANSA: «Oggi il bimbo è andato a prenderlo a scuola il padre, mentre stamani l'ho accompagnato io dopo aver trascorso con lui il fine settimana. Dovrò fargli capire che adesso passerà più giorni con il padre. È grande e capirà.
I giudici hanno detto che avrà due case». BRAVI GIUDICI ED OPERATORI SOCIALI, perché con poco hanno donato la serenità ad un bambino e ai due genitori. Aver allontanato temporaneamente il bambino dall’influenza della madre, gli ha consentito di riscoprire il rapporto con il padre.
Infatti, i rapporti genitori figli, non sono mai irrimediabilmente compromessi, occorre solo fornire ai bambini la possibilità di vivere con serenità una sana relazione con entrambi i genitori. Il timore della madre di non rivedere più il figlio, forse l’ha riportata a più miti consigli, il figlio nel rivivere il rapporto con il padre si è ricordato che non è quel mostro che gli avevano descritto.
Ho ricevuto tempo fa una lettera di una madre che dopo essersi liberata dalla gabbia dell’Alienazione Genitoriale (perché la figlia a 17 anni ha cercato e voluto ripristinare il rapporto con il padre) ha riscoperto che poteva di nuovo innamorarsi e costruire una sana relazione sentimentale con un altro uomo. L'Alienazione Genitoriale è un virus malefico che colpisce anche chi lo pratica.