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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News La socialità dei bambini è determinata dalle cure genitoriali

Mary Ainsworth aveva notato che i bambini, ai cui segnali le madri avevano risposto con sensibilità durante il primo anno di vita, piangevano di meno e si dimostravano più desiderosi di accordarsi ai desideri dei propri genitori, rispetto ai figli le cui madri avevano risposto con minor prontezza. Quindi i bambini hanno una tendenza innata a svilupparsi in modo socialmente cooperativo. Che lo facciano o meno, dipende da come vengono trattati dai loro genitori

News Nei bambini PAS si blocca la crescita emotiva

Nei bambini PAS, nell’istante in cui inizia l’Alienazione Genitoriale, si arresta (o si attenua fortemente) la loro crescita emotiva, in quanto vengono privati della possibilità di sperimentare, nell’interazione con entrambi i genitori, le diverse fasi di sviluppo emotivo.
In alcuni casi questo arresto della crescita emotiva potrebbe verificarsi già a partire dai 2 anni, mentre in altri potrebbe iniziare verso l’adolescenza. Se non si interviene a porre fine all’Alienazione Genitoriale, quest’arresto della crescita emozionale potrebbe perdurare per l’intera esistenza.
L’arresto della crescita emotiva è uno degli aspetti più importanti fra quelli che rendono difficile la gestione dei bambini PAS, in quanto ne fa di ognuno un caso specifico e condiziona il modo con cui bisogna parlare con loro. Per questo motivo è di fondamentale importanza conoscere quale era l’età del bambino nell’istante in cui è iniziato il processo di Alienazione Genitoriale al fine di potersi esprimere a livello emotivo, in una forma adeguata a quel suo livello di sviluppo, per poi gradualmente procedere nella direzione della sua crescita emotiva fino a giungere al livello della loro attuale età.
Questo è un importante motivo per ripristinare nel minor tempo possibile, la frequentazione del bambino con entrambe le figure genitoriali. Ad esempio, se l’alienazione genitoriale è iniziata quando il bambino aveva 6 anni ed ora ha un’età anche molto maggiore, occorre dialogare con lui, a livello emotivo, come se avesse ancora 6 anni. Ciò non significa che è un bambino, da un punto di vista dello sviluppo dell’intelligenza.

News Perché un bambino sceglie il genitore collocatario

Un aspetto poco evidenziato del processo di alienazione (ovviamente non è l’unico) è che all’inizio il bambino ha sperimentato che, nonostante le sue proteste, il genitore non-collocatario deve sempre chiedere l’autorizzazione al genitore collocatario, per qualsiasi richiesta di frequentazione o accudimento che eccede le poche ore concesse dal giudice, richieste che non vengono mai concessa dal genitore alienante; mentre il genitore collocatario può esercitare qualsiasi sopruso, fino ad impedire al figlio di andare con l’altro genitore, nella certezza di non subire alcun restrizione o azione giudiziaria.
Ad esempio, se il figlio per un qualsiasi motivo non vuole andare via, il genitore non-collocatario è costretto, anche con la forza, a consegnare il figlio (quello che le persone poco sensibili, chiamano pacco) al genitore collocatario, pena la denuncia e la perdita della frequentazione.
Infatti, se il genitore collocatario presenta una denuncia alle forze dell’ordine, queste sono costrette ad intervenire in quanto vi è una disposizione del tribunale da far rispettare; mentre se la medesima denuncia viene presentata dal genitore non-collocatario non ha alcun valore, anzi viene utilizzata dal genitore alienante per dire al bambino: “vedi così ci vuole bene il tuo papà, mi vuole mandare in carcere per portarti via dalla mamma”.
Inoltre il genitore non-collocatario viene anche accusato di alimentare il conflitto genitoriale, che giustifica quindi l’insorgere nel bambino del conflitto di lealtà.
Per rafforzare ulteriormente il conflitto di lealtà, il genitore alienante dice al figlio: “quando ti dice che ti vuole bene, non ti fidare, lo dice solo solo perché vuole arruffianarti. Questa apparente semplice frase ha un effetto devastante sulla fragile psiche di un bambino, in quanto gli fa credere che le manifestazioni di affetto, nascondono una insidia, un inganno; se un bambino non può fidarsi di un genitore, di chi si deve fidare?

News Il Negazionismo PAS: è Ignoranza o Patologia?

Indipendentemente dalle argomentazioni e dal convincimento dell’esistenza o meno dell’Alienazione Genitoriale, nessun negazionista, giudice, psicoterapeuta, assistente sociale è stato in grado di spiegare come mai un sano rapporto, positivo ed amorevole tra un genitore e suo figlio si disintegra rapidamente, trasformandosi in ostilità, a seguito della separazione dei suoi genitori.
I negazionisti forniscono solo critiche stravaganti, riflettono sempre e solo un pensiero fuorviante basato sull’ignoranza e su una prospettiva ideologica che si alimenta attraverso una inconsapevole distorsione della realtà.
Generalmente sono persone guidate da motivazioni inconsce inconfessabili, che hanno vissuto una infanzia disturbata che ha determinato un meccanismo di coscienza deficitario, per cui necessitano di gratificare il desiderio perverso di impegnarsi in questa attività di negazione, oppure sono incapaci di leggere la realtà e in questa loro criminale battaglia ideologica, contribuiscono a rubare il diritto dei bambini ad essere amati e di amare entrambi i genitori.
Secondo Gardner: “Vi è un evidente elemento di psicopatia in una psicoterapeuta (o psicoterapeuto) che vede un bambino di tre anni per pochi minuti e subito dopo scrive una relazione in cui dichiara che un determinato individuo (generalmente il padre) ha abusato del figlio. Ogni volta che la persona che effettua la diagnosi, espone una denuncia basata sulle sue credenze, è probabile che abbia un’immagine visiva interna del rapporto sessuale, per cui nel replay mentale, l’accusatore gratifica un suo desiderio. Un esempio di processo di gratificazione diretta, facilmente accettabile dalla maggior parte delle persone, ci viene fornita dal cinema.

News L’Alienazione Genitoriale non è una patologia del bambino

E’ errato considerare l’Alienazione Genitoriale una patologia del bambino, in quanto costituisce un crudele condizionamento alla paura, una costrizione indotta nel figlio con l’inganno e la menzogna, da parte del genitore alienante, per cui è da considerarsi una vile forma di abuso emotivo sui figli.
Purtroppo ciò non appare a chi non conosce il processo di Alienazione, in quanto il genitore alienate è abile nel mascherare i suoi comportamenti, facendoli apparire come un’amorevole azione di protezione del figlio, una libera scelta del bambino di non voler frequentare l’altro genitore.
L’aspetto psicologico più inquietante del Processo di Alienazione è che la figura genitoriale, che costituisce la base dell’affettività, diventa nello stesso tempo per il bambino, da una parte la fonte che DEVE alimentare l’odio, dall’altra il BISOGNO di dover assecondare l’abuso emotivo per evitare di essere travolto dal timore dell’abbandono.
Questo conflitto cognitivo contribuisce a rafforzare nel bambino il convincimento della propria incapacità a creare legami affettivi e quindi condizionerà in negativo la sua autostima (verso se stesso e la vita in generale), in quanto inconsapevolmente ha acquisito la certezza che i suoi bisogni e la sua autostima sono privi di significato.

News Storie di Bambini in Gabbia

Ho 30 anni, sono una donna sposata e madre di due figli. Sono una figlia alienata. Avevo un anno e mezzo quando i miei genitori hanno divorziato (mio padre aveva lasciato mia madre per un’altra donna).
Mia madre continuamente mi ripeteva che mio padre ci aveva abbandonato e non pagava il mantenimento dei figli. Ogni volta che facevo qualche cosa che mia madre riteneva non giusto, mi ripeteva che somigliavo a mio padre, mentre tutte le qualità che mi riconosceva le avevo ereditate da lei.
Insieme ai miei fratelli all’inizio abbiamo frequentato poco nostro padre e quando lo incontravamo, davamo il peggio di noi. Al rientro a casa, raccontavo a mia madre tutte le cattiverie che avevamo fatto a nostro padre; ciò la rendeva felice e ci ripeteva che avevamo fatto bene a vendicarci. Non so perché successivamente non ho più visto mio padre, anche se so che lui mi ha cercato più volte, ma io non l’ho più voluto rivedere.
Solo dopo la sua morte mi sono ricordata degli anni belli che avevamo trascorso insieme e che lui ci aveva amato. Solo dopo la sua morte sono riuscita a perdonarlo Adesso desidero la morte di mia madre, perché mi ha ingannato, mi ha rubato mio padre, prima era tutto per me, madre coraggiosa ed esemplare, mi son resa conto che per lei l’odio e la vendetta erano più importanti di me.
Non ho alcuna empatia con mia madre e solo ora capisco che deve essere stato difficile per mio padre accettare di non averlo mai chiamato papà. Ora mi sento come un burattino orfano, disorientata con tanti problemi che tento, senza successo, di risolvere. La mia sensazione è che mio padre sia venuto molto spesso all’uscita della scuola ad osservarmi, è così che lui mi ha amato.
Fonte: http://affairesfamiliales.wordpress.com/

News Il bambino PAS vive un profondo senso di colpa

A seguito della separazione dei suoi genitori, il bambino PAS vive un profondo senso di colpa, in quanto il suo amore e attaccamento per un genitore è condizionato dalla sua decisione di dover rifiutare l’altro genitore.
Ritenendosi responsabile del conflitto, che l’evento della separazione ha prodotto, il bambino PAS inconsapevolmente arriva a credere che, nel rifiutare il genitore con cui NON convive più, a favore di quello che continua ad accudirlo, l’infelicità e il disagio che sperimenta possa scomparire. Ciò significa che per il bambino PAS, il raggiungimento della serenità non si basa sul sentimento dell’amore, ma su quello dell’odio e del rifiuto.
Questo convincimento gli impedirà da adulto di vivere una sana affettività, in quanto ha sperimentato che una relazione affettiva può essere sia fonte di infelicità, sia timore di abuso e che l’amore e l’obbedienza per un genitore dipendono dalla sua denigrazione e rifiuto dell’altro genitore.
Questi messaggi vengono memorizzati in una forma quasi indelebile, in quanto la persona responsabile dell’accudimento (genitore alienante) è la stessa che annulla la percezione del sé del bambino e del suo amore per l’altro genitore.
Questa consapevolezza contribuisce a rafforzare nel bambino il convincimento della propria incapacità a creare legami affettivi e quindi condizionerà in negativo la sua autostima (verso se stesso e la vita in generale), in quanto inconsapevolmente ha acquisito la certezza che i suoi bisogni e la sua autostima sono privi di significato.

News Il bambino PAS

Quando si ascolta un bambino PAS, è molto difficile determinare se a parlare è il bambino o il genitore alienante, in quanto è un soldato arruolato con l’inganno, obbligato a combattere una guerra in cui il NEMICO (il genitore alienante) è la persona che ama e da cui dipende per la soddisfazione dei suoi bisogni.
PAS, per un bambino significa perdita, insicurezza, paura, confusione, tristezza, disperazione, anche se apparentemente non sembra.
Il bambino PAS da adulto si chiederà: perché non riesco ad essere sereno? Perché non riesco ad amare? Purtroppo non sarà in grado di dare una risposta al suo disagio, al suo disorientamento e continuerà a combattere da solo contro se stesso.
Chi ama davvero i propri figli non li obbliga con l’inganno e la menzogna a rinunciare all’altro genitore. Inoltre, un fondamentale dovere degli operatori sociali e degli psicoterapeuti dovrebbe essere quello di garantire la CONTINUITA’ dei rapporti dei bambini con entrambi i genitori e non rendersi complice di un abuso emotivo, sulla base delle sue idiote credenze o per motivi puramente economici.
Purtroppo pochi psicoterapeuti corrotti o malati stanno distruggendo la fiducia delle persone, verso questa importante figura professionale, fermiamoli prima che il disprezzo e la sfiducia travolga l’intera categoria.

News I Ladri dell’Amore

La prima forma di attaccamento è costituito da un profondo legame che si stabilisce fra il bambino e le sue figure di riferimento (i genitori), dai quali non desidera essere separato perché ha bisogno di ricevere cura, amore e sicurezza da entrambi i genitori. Ha bisogno di queste figure di riferimento per poter avere conferma sulle sensazioni che vive e che non riesce pienamente a comprendere. Su questa dipendenza fisica ed emotiva, il bambino costruisce la sua base sicura, da cui dipenderà la sua autonomia e maturità, attraverso una lenta fase di crescita, che principalmente consiste nella acquisizione della capacità a sapersi separare dall’oggetto del suo amore, senza che questa separazione comporti una perdita interna, come amore interiorizzato, affidabile e sicuro, a cui è sempre possibile accedere, anche se la persona non è fisicamente presente.
La qualità dell’accudimento e dell’affetto ricevuto determinerà gli stili di comportamento che guiderà il bambino nelle sue future relazioni affettive, determinerà il modello su cui si orienterà nella scelta del partner e sul come si comporterà nella relazione con l’altro.
Questo tipo di esperienza viene NEGATA (o meglio RUBATA) al bambino Alienato, per cui avrà grosse difficoltà da adulto a vivere una serena affettività.
Chi separa un bambino da un genitore commette un grave crimine contro l’infanzia e l’umanità in genere, che andrebbe punito con il carcere a vita.

News Report Download di Alienazione Genitoriale Journal

Oggi (4/6/2012) è stato eseguito il primo aggiornamento della versione preliminare dell’Alienazione Genitoriale Journal.
In circa 40 giorni sono stati eseguiti 876 download, un numero al disopra delle nostre più rosee aspettative. Questo è per noi uno stimolo a proseguire nello sviluppo del software che crea in automatico il giornale.
In questa prima fase, per motivi diversi, abbiamo deciso di pubblicare pochi articoli per ogni aggiornamento. L’obiettivo finale è di consentire ad ogni utente di scegliere quali articoli e rubriche inserire nella sua versione personale del giornale. Sono molto gradite critiche e suggerimenti. Chi desidera collaborare o suggerire argomenti può inviare una email a contact@laconoscenza.it