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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News Gardner e i Negazionisti della PAS (parte IV°)

004. Gardner scrive: “In queste persone, ogni volta che si evoca un’immagine visiva di un bambino che subisce un abuso sessuale, vengono gratificati indirettamente gli impulsi pedofili. Le persone che manifestano una forte tendenza in tale area, hanno maggiori probabilità di aver bisogno frequentemente di queste immagini visive e pertanto è più probabile che siano disposte a partecipare alle false denunce di abuso sessuale. Se il bisogno è consistente, queste persone sospendono l’incredulità e ignorano le informazioni che possono suggerire che il presunto colpevole, in realtà, è innocente. L’identificazione di se stessi in queste immagini può avvenire sia con il bambino che con il presunto abusante. L’identificazione con il bambino consente di gratificare il proprio desiderio inconscio di essere l’oggetto passivo di un rapporto sessuale, mentre quella con il presunto abusante, consente di gratificare il desiderio di essere il seduttore che abusa di un bambino. Diverse persone provano un grande senso di colpa per i propri impulsi pedofili, per lasciare entrare queste fantasie direttamente nella coscienza: così la formazione di gratificazioni indirette è una modalità di scarica. Gli impulsi sono soddisfatti senza sentirsi in colpa o essere consci che questi risiedono dentro di sé.

News Gardner e i Negazionisti della PAS (parte III°)

003. Gardner nell’esplorare, in perfetto stile psicoanalitico, le motivazioni inconsce ed inconfessabili, di questi personaggi, che effettuano una diagnosi, scrive: “Vi è un elemento di evidente psicopatia in una persona che vede un bambino di tre anni per pochi minuti e subito dopo scrive una relazione in cui dichiara che un determinato individuo (generalmente il padre) ha abusato del figlio. Questo atteggiamento implica un meccanismo di coscienza deficitario. Ogni volta che l’accusatore (chi effettua la diagnosi) espone una denuncia basata sulle sue credenze, è probabile che abbia un’immagine visiva interna del rapporto sessuale. In ogni replay mentale, l’accusatore gratifica il desiderio di essersi impegnato in queste attività, in cui l’abusante è coinvolto nella propria immagine visiva. Un esempio di processo di gratificazione diretta, facilmente accettabile dalla maggior parte delle persone, ci viene fornita dal cinema.

News Gardner e i Negazionisti della PAS (parte II°)

002. I negazionisti, accusano Gardner di essersi inventata la PAS, per difendere i suoi clienti pedofili. Questa affermazione è falsa in quanto Gardner non ha mai difeso un pedofilo. Giustificano la loro affermazione estrapolando, a loro uso e consumo, alcune affermazioni. Ad esempio Gardner scrive: “Alcuni degli avvocati che difendono i bambini vogliono solo gratificare il proprio desiderio sessuale e le proprie tendenze sadiche, attraverso l’operato nelle cause di abusi sessuali c’è un po’ di pedofilia in ognuno di noi (questa non significa giustificare la pedofilia)”. In realtà, Gardner fu il primo a identificare questa categoria di persone, che trascorrono la loro esistenza a coinvolgere in modo scellerato, bambini innocenti in false accuse di pedofilia, a volte sono loro stessi autori di false accuse di pedofilia?

News Gardner e i Negazionisti della PAS (parte I°)

001. Che un adulto possa essere condizionato e manipolato è un'evidenza incontestabile (ad esempio dalla pubblicità, dalle sette sataniche e religiose, dalle ideologie, ecc.), ma secondo i negazionisti della PAS gli unici che non possono essere manipolati sono i bambini, cioè quelli che in realtà possono più facilmente essere condizionati, specialmente da un genitore che, per effetto delle sue insicurezze, teme di perdere una parte di se, un figlio ritenuto di sua esclusiva proprietà. A supporto delle loro tesi i negazionisti affermano che la PAS non esiste perché non è inserita nel DSM, ma anche il mobbing, lo stalking, la violenza familiare e diverse altre condizioni non sono inserite nel DSM, ma nessuno dubita della loro esistenza. Purtroppo, fino ad oggi non è stata ancora scoperta la pillola per curare la PAS, per cui occorre attendere ancora qualche anno, ma appena sarà scoperta, la PAS sarà immediatamente inserita nel DSM, per la felicità $$$ delle lobby farmaceutiche.

News Interruttore molecolare che svolge un ruolo nella depressione

La depressione è un complesso disturbo che si manifesta con sintomi più o meno gravi. Alcuni scienziati della Yale University hanno individuato un interruttore molecolare che svolge un importante ruolo nella depressione, che potrebbe consentire la realizzazione di nuovi farmaci. Si tratta di un gene che produce una molecola che disattiva un processo vitale per la sopravvivenza e la funzionalità dei neuroni, che favorisce la comparsa dei sintomi depressivi. Infatti è stato rilevato che la molecola MKP-1 è presente in quantità eccessiva nel cervello degli individui depressi. Questa molecola è un interruttore che spegne un'altra molecola chiave per la sopravvivenza e il corretto funzionamento dei neuroni, la MAPK. Rendendo inattiva la MKP-1 nel cervello di alcuni topolini, questi sono diventati totalmente immuni allo stress, mentre iperattivando la MKP-1 i topolini hanno iniziato a manifestare i segni del disturbo depressivo.

News E' il sistema sociale che è malato

Molte sono le donne vittime silenziose dell’alienazione genitoriale, messa in atto da uomini malati. Infatti, se i figli fossero pregiudizievolmente affidati ai padri, non si parlerebbe più di Sindrome della madre malevole, ma di Sindrome del padre malevole. Quindi l'alienazione genitoriale o PAS non è causata esclusivamente dalle donne e non è una patologia che traè origine dal sesso o dalla sessualità, ma da un sistema sociale malato. Generalmente, l’alienazione genitoriale può essere messa in atto quasi eslusivamente dal genitore affidatario. Quindi, l’effettiva applicazione dell’affido condiviso, può fortemente arginare questa deriva patologica dell’affettività. Alcuni studi sperimentali dimostrano che a parità di affido, la percentuale dei genitori alienanti è circa del 50% (quindi, ugualmente distribuita fra uomini e donne)

News Richiesta di un papà disperato.

Ho ricevuto diverse richieste d’informazioni sull’esistenza in Italia, di strutture in cui poter effettuare il recupero dei bambini alienati. Purtroppo sembra che in Italia non esistono centri adeguati, se non alcune strutture, la cui esistenza è stata resa possibile da iniziative individuali. Se qualcuno possiede informazioni a riguardo e vuole comunicarle, può lasciare un commento o scrivere a PAS@laconoscenza.it, provvederemo a diffondere immediatamente questo tipo di informazione.
A tale proposito voglio raccontare la disperata telefonata di un papà, che subito dopo la separazione, l’ex-moglie, ha iniziato in un primo tempo a rendere problematico la sua frequentazione con la figlia, dopo una serie di false accuse di generica violenza è stato successivamente accusato dall’ex-moglie, di aver abusato sessualmente della figlia, di età inferiore ai 4 anni (la bambina diceva che il papà era un mostro cattivo). Il papà non ha più rivisto la sua bambina.
Dopo oltre 5 anni di indagini, di CTU, perizie varie che hanno coinviolte anche la bambina, non è stato riscontrato il minimo indizio, per cui il papà è stato riconosciuto totalmente innocente.
La bambina ha oggi circa 9 anni ed è convinta di essere stata sessualmente abusata da suo padre.
Dopo l'ennesima assoluzione, quest’uomo ha chiesto al giudice, un’azione per ripristinare il rapporto con sua figlia. Il giudice gli ha risposto: se lei conosce un centro dove è possibile questo tipo di recupero, me lo comunichi, che adottorò i necessari provvedimenti.
La bambina non può essere ora allontanata dal genitore alienante, in quanto rifiuta con tutte le sue forze qualsiasi rapporto con il suo papà.
Mi chiedo: chi è in questo caso il genitore abusante? Quello con cui la bambina convive o quello che rifiuta di frequentare?

News La PAS esiste ed è riconosciuta dagli ordini di Psichiatri e Psicologi

In un post Valentina Vandilli sulla pagina FB Alienazione Genitoriale, ha fornito un link in cui viene negata l’esistenza della PAS. Il post citato inizia così:

Secondo la dott.sa Maria Serenella Pignotti, pediatra dell’ospedale Meyer di Firenze e medico legale, che ha investito della questione anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, si tratta di una malattia praticamente sconosciuta in medicina, assente dai nostri libri di testo, praticamente INESISTENTE sul motore di ricerca PubMed (FALSO, vi sono molti articoli su PubMed), una sindrome mai confermata (FALSA, è stata confermata da numerose ricerche e riconosciuta dall’ordine degli Psichiatri nel 2004 e dall’ordine degli Psicologi nel 2011), né dimostrata (FALSO è stato dimostrata in molti casi).

E’ FALSA l’affermazione che è inesistente su PubMed, in quanto su PubMed esistono diversi articoli sulla PAS, ad esempio, nel primo articolo fornito dalla ricerca, disponibile al link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22560407, si legge (traduzione Google):

Il presente studio mette in evidenza le caratteristiche di dispersione della famiglia in Italia, per i quali la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è stato diagnosticato durante le valutazioni di custodia del tribunale.
Lo studio ha analizzato le relazioni psicologiche di 12 nominati dal tribunale valutazioni degli esperti di famiglie per le quali era stata diagnosticata la PAS. Dodici valutazioni che non hanno ricevuto la diagnosi di PAS servito come gruppo di controllo. Un sistema specifico di codifica è stato utilizzato per l'analisi dei dati.
I risultati hanno indicato che i genitori alienanti sono sempre stati i genitori che avevano la custodia dei figli. I bambini a cui era stata diagnosticata la PAS erano figli unici, con problemi di identità e manifestavano un comportamento manipolativo. Il consulente in questi casi suggeriva una psicoterapia individuale per i bambini e consigliava l'affidamento ai Servizi Sociali.

News Base biologica del Comportamento Universale

Secondo Bowlby esiste nell’essere umano un comportamento universale, su base biologica, che spinge i bambini piccoli ad attaccarsi ad una figura genitoriale. Nelle situazioni che generano paure, i bambini ricercano questa figura di attaccamento, anche se paradossalmente è quella che li spaventa. Ciò appare essere irrazionale, ma occorre evidenziare che questa è una tendenza che ha una base biologica, quindi non è controllabile in alcun modo dall’individuo. Inoltre, negli individui esistono almeno due tendenze universali che si attivano nei casi di allarme; la prima è la tendenza a fuggire dalla fonte percepita di pericolo, la seconda è la tendenza ad avvicinarsi alla figura di attaccamento in grado di offrire protezione.
Una prima dimostrazione di ciò che ha affermato Bowlby, la fornì Darwin, osservando il comportamento della lucertola acquatica delle Galapagos, animale in grado di muoversi agevolmente sia sul terreno che nell’acqua. Darwin lanciò ripetutamente in acqua una di queste lucertole che, nonostante fosse perfettamente in grado di muoversi nell’acqua, ritornava sempre nella posizione del suo aggressore.
Questa apparente stupidità fu spiegata da Darwin facendo ricorso alla storia evolutiva dell’animale. Infatti, questo rettile non ha nemici sulla spiaggia, mentre quando è in mare, è spesso preda degli squali, per cui per effetto di un istinto ereditario innato (su base biologica), per questo animale la spiaggia è un luogo sicuro in cui cercare rifugio nelle situazioni di pericolo.
In modo simile alla lucertola acquatica Galapagos, un bambino spaventato dalla sua figura di attaccamento, non ha la possibilità di separare l’aggressore (genitore alienante) da quella del rifugio sicuro, per cui nelle situazioni non previste dal suo passato evoluzionistico è prevedibile che adotti scelte contraddittorie determinate da un errato funzionamento del sistema di attaccamento, a causa della simultanea presenza di due tendenze opposte che creano un corto circuito nel comportamento, in quanto il rifugio sicuro e la fonte di allarme si identificano nella stessa persona.
Il ripetersi di queste esperienze disorganizzanti non possono essere risolte a livello comportamentale, per cui si trasformano in psicopatologie. E’ evidente che per risolvere questo tipo di psicopatologia del bambino, vittima dell’alienazione genitoriale, occorre in una prima fase, separare la fonte di pericolo da quella del rifugio sicuro, per cui non deve sorprendere che dopo un breve periodo, spesso i bambini riacquistano la serenità, specialmente se percepiscono di essere in un luogo sicuro. A seguito di ciò, possono gradualmente risolvere il corto circuito comportamentale e quindi di conseguenza la psicopatologia.
Quindi le terapie adottate nella cura dell’Alienazione Genitoriale, nell’allontanare il bambino dalla fonte alienante, non vogliono punire il genitore che pratica l’abuso emotivo (un serio terapeuta non giudica, cura), ma interrompere le esperienze disorganizzante e quindi la psicopatologia.

News Il genitore alienato è vittima di CRIMINI INVISIBILI

Oggi sono disponibili diverse statistiche, sull’effetto che produce l’alienazione genitoriale sui bambini (problemi emotivi, di rabbia, bassa autostima, ecc).
Tuttavia, vittima del processo di alienazione è anche il genitore alienato che deve cercare di resistere alla rabbia, all'odio, all’ingiustizia e alle innumerevoli pressioni psicologiche. In quanto ostaggio, il genitore alinato, è vittima di CRIMINI INVISIBILI, viene ignorato, diffamato, calunniato e subisce violazioni etiche, legali, tradimenti, abusi psicologici, per cui spesso viene colpito dalla LAS (Legal Abuse Syndrome), che non è una malattia mentale, ma una forma di Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD), una ferita psichica che determina dolore emotivo, sofferenza e confusione.
Il genitore alienato è profondamente deluso ed oppresso, dalla sua esperienza con il sistema giuridico, gli operatori sociali, psicologi, ecc, in quanto si sente frustrato, sia per non aver ottenuto giustizia, sia perché gli sono stati rubati tutti i suoi sogni, da un sistema la cui ragione di essere, è quella di proteggere i diritti e il benessere psicologico delle persone, mentre nella realtà alimenta l’ingiustizia e l’abuso dei bambini, rendendosi complici di crimini contro le persone.
Per effetto di ciò, può soffrire di tensione, ansia, incubi ricorrenti, si può sentire emotivamente e fisicamente esausto, insensibile, scollegato e vulnerabile. Se non interviene il potere giudiziario, è impossibile pensare di poter combattere contro la patologia del genitore alienante, nella speranza che possa cambiare e comprendere i danni psicologici che sta causando ai suoi figli. L’unica possibilità del genitore alienato, in questi casi, è quella di vivere pensando, che il figlio lo sta osservando da lontano.