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Journal  Alienazione Genitoriale Free-Journal

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Free-Journal/Ebook dedicato all’Alienazione Genitoriale e all’Bi-genitorialità. Il documento può essere liberamente scaricato, facendo click con il mouse sull'immagine della copertina vicino a questo testo. Per eventuali comunicazioni, collaborazioni, pubblicazione di articoli o storie, scrivere a: contact@AlienazioneGenitoriale.Info
Pubblicato il: 2/05/2015

News e Articoli

News Il sonno senza sogni aiuta a potenziare la memoria

Il sonno oltre a regolare l’umore e la capacità a gestire le emozioni, è importante per favorire la manutenzione delle strutture cerebrali essenziali per la memorizzazione e l’apprendimento.
Il sonno è importante dopo aver appreso, per consolidare ciò che abbiamo memorizzato, ma è anche importante prima per liberare spazio nell’Ippocampo per poter memorizzare le nuove informazioni.
Secondo uno studio dell'Università di Berkeley, le ore di sonno durante le quali non si sogna (fase non-REM) sono essenziali, in quanto consentono di far spazio nel cervello per memorizzare nuove informazioni.
Infatti, gli impulsi elettrici generati durante fase non-REM del sonno, che costituiscono circa il 50% del tempo speso a dormire, favoriscono il collegamento fra le due aree del cervello che presiedono al processo di apprendimento. Questi impulsi aiutano a spostare i ricordi accumulati nell’Ippocampo (area a capienza limitata) nella Corteccia Prefrontale (area di capacità teoricamente infinita), consentendo così all’Ippocampo di recuperare spazio per la memorizzazione di nuove informazioni.
Poiché questi impulsi sono presenti prevalentemente durante la seconda parte del sonno, chi dorme meno di sei ore si priva di buona parte di questa importante funzione, pregiudicando la capacità ad imparare e a ricordare.

News Esperti smascherano il DSM (Parte 2)

L'approccio non-scientifico usato per produrre il DSM conduce a continui ed irrazionali cambiamenti di criteri per la diagnosi. Infatti, un paziente può risultare perfettamente normale secondo una versione del DSM e mentalmente malato secondo i criteri della versione successiva.
Per esempio, “disturbo della personalità narcisista” utilizzato per descrivere persone vanitose, egocentriche, che sovente approfittano degli altri, era un “disturbo” del DSM fino al 1968. È stato eliminato dalla versione del 1968 fino al 1980 quando è poi stato reintrodotto. Dunque, una persona vanitosa ed egocentrica era “mentalmente malata” prima del 1968, normale durante i dodici anni successivi e di nuovo “mentalmente malata” dopo il 1980.
Thomas Szasz, Dottore in Medicina, Professore Emerito di Psichiatria scrive: La validità apparente del DSM è potenziata dal fatto che la psichiatria sostiene che le malattie mentali sono malattie del cervello, un'affermazione che si pretende essere comprovata da recenti scoperte radiologiche e farmaceutiche. Ciò non è vero. Non esistono analisi del sangue o altre analisi biologiche che permettono di accertare la presenza di una malattia mentale. Se tali analisi fossero sviluppate, la condizione cesserebbe di essere una malattia mentale e sarebbe invece classificata come un sintomo di una malattia fisica.

News Esperti smascherano il DSM (Parte 1)

La validità scientifica del DSM è sotto un crescente attacco da parte dei professionisti del settore medico e di molti esperti scientifici come Herb Kutchins della California State University e Stuart A. Kirk dell'University of California, Los Angeles (UCLA), che hanno constatato che “…ci sono ampie ragioni per concludere che le ultime versioni del DSM come strumento clinico di classificazione sono inaffidabili e dunque di validità dubbia”. Spesso etichettato “scienza spazzatura”, secondo un sondaggio internazionale eseguito in Inghilterra nel 2001 su un gruppo di esperti nel campo della salute mentale, il DSM-IV è stato votato una delle dieci pubblicazioni psichiatriche peggiori del millennio.

News La proteina NGF scoperta dalla Montalcini può riparare il cervello

Secondo Moses Chao, uno dei massimi esperti mondiali nelle ricerche sull'NGF, la proteina scoperta da Rita Levi Montalcini è in grado di "riparare" il cervello. L'NGF è fondamentale per la crescita neuronale, la sopravvivenza e la differenziazione del sistema nervoso ed è determinante nell'apprendimento e nella memoria. Una delle ipotesi, formulata dalla Montalcini, è che esiste una sorta di competizione dei Neuroni per acquisire questo indispensabile supporto per la crescita, che fa sopravvivere solo i neuroni in grado di procurarsi una quantità sufficiente di questi supporti neurotrofici, mentre li fa morire quando l'NGF non è sufficiente. Ciò significa che se si riesce a trovare il modo per fornirlo dall'esterno negli adulti, sarebbe possibile, per esempio, posticipare l'insorgere dell'Alzheimer di cinque anni.

News Interruttore molecolare della depressione

Alcuni scienziati della Yale University hanno individuato un gene che produce una molecola, la MKP-1 che disattiva un processo vitale per la sopravvivenza e la funzionalità dei neuroni. La MKP-1 funziona come interruttore molecolare che spegne un'altra molecola chiave per la sopravvivenza e il corretto funzionamento dei neuroni, la MAPK. Una serie di test effettuati sul cervello di alcuni topolini, hanno dimostrato che rendendo inattiva la MKP-1, gli animali diventavano totalmente immuni allo stress, mentre iperattivando la MKP-1, i topolini iniziavo a manifestare i segni tipici del disturbo depressivo. Questa scoperta potrebbe costituire la premessa per lo sviluppo di una nuova serie di farmaci contro la depressione.

News L’Amore è un processo neurobiologico

L’amore non è un’astrazione, ma un concreto processo neurobiologico. Secondo Allan Schore quasi tutte le patologie psicologiche possono essere riconducibili a privazioni materne dopo la nascita. Infatti se i bisogni affettivi, nei bambini molto piccoli, restano insoddisfatti, il cervello non riesce a dotarsi, nell'area limbica, di un adeguato numero di ricettori per la dopamina.
La conseguenza di ciò è che la possibilità di riceve e dare amore, subisce un’attenuazione che perdura per l’intera esistenza dell’individuo. In altri termini, l’amore stimola la produzione di Serotonina (e il suo messaggero inibitore) che si diffonde creando, insieme alla Dopamina, una sensazione di benessere, mentre la privazione affettiva indebolisce le barriere repressive, per cui diventa più difficile reprimere le emozioni.
Quando nelle persone che hanno vissuto una privazione affettiva, emerge la paura di essere abbandonati, questa potrebbe non essere trasmessa alla corteccia prefrontale sinistra, a causa del livello di sofferenza in essa implicito e dal sistema di sbarramento neuronale che lo ha bloccata.
Questo sbarramento viene creato dai neurotrasmettitori del sistema limbico che producono sostanze chimiche inibitorie, che inviano alle sinapsi, per tenere il messaggio che produce sofferenza, lontano dalla mente cosciente. Non potendosi connettere alla corteccia prefrontale, l’emozione viene simboleggiata nella corteccia associativa come sensazione generalizzata, creando così nell’individuo la credenza che nessuno lo desidera.
In altri termini, questa barriera neuronale, impedendo l’accesso alla memoria autobiografica, obbliga la mente dell’individuo a fargli credere che le ragioni del turbamento attuale sono causati da eventi o situazioni del momento presente, mentre in realtà sono prodotte da memorie ancestrali.

News Interruttore molecolare che svolge un ruolo nella depressione

La depressione è un complesso disturbo che si manifesta con sintomi più o meno gravi. Alcuni scienziati della Yale University hanno individuato un interruttore molecolare che svolge un importante ruolo nella depressione, che potrebbe consentire la realizzazione di nuovi farmaci. Si tratta di un gene che produce una molecola che disattiva un processo vitale per la sopravvivenza e la funzionalità dei neuroni, che favorisce la comparsa dei sintomi depressivi. Infatti è stato rilevato che la molecola MKP-1 è presente in quantità eccessiva nel cervello degli individui depressi. Questa molecola è un interruttore che spegne un'altra molecola chiave per la sopravvivenza e il corretto funzionamento dei neuroni, la MAPK. Rendendo inattiva la MKP-1 nel cervello di alcuni topolini, questi sono diventati totalmente immuni allo stress, mentre iperattivando la MKP-1 i topolini hanno iniziato a manifestare i segni del disturbo depressivo.

News Nel cervello esiste l’area della socievolezza.

Sembra che nel cervello esiste un’area della socievolezza e dell'amore che determina la sensibilità e l’attitudine a stare con gli altri. Chi possiede queste speciali sensibilità ha anche più materia grigia nelle aree della Corteccia Orbitofrontale e del Corpo Striato. Attualmente non è chiaro se la maggiore dimensione di queste aree è stata determinata da esperienze personali o era già presente alla nascita. Ciò consente anche di comprendere perché, per alcune persone, la socialità è un'esigenza fisiologica, in quanto è conseguenza di una differente struttura del cervello. In altri termini, sembra che esiste una relazione fra la conformazione di alcune aree del cervello e la predisposizione a saper comprendere gli altri, riuscendo a prevederne pensieri e azioni. Tuttavia, possedere una quantità maggiore di materia grigia non significa essere più intelligenti, ma avere una particolare predisposizione (sentimentale o cognitiva) rispetto agli altri, mentre dal punto di vista della ricerca comprendere a livello biologico perché alcune persone sono in grado di esprimere gradazioni differenti di questi tratti caratteriali, possono favorire lo studio dei disturbi psichiatrici legati alle difficoltà di interazione sociale, come l'autismo e la schizofrenia.

News Scoperti i messaggeri che bloccano i muscoli mentre dormiamo

Perché le immagini oniriche che popolano la mente durante la fase più profonda del sonno non si traducono in movimenti del corpo? Infatti, ad esclusione degli occhi, solo i muscoli involontari che presiedono alla respirazione e al battito cardiaco sono in attività durante il sonno. Alcuni neurobiologi guidati da Peever sono riusciti a individuare i messaggeri molecolari che accendono e spengono i circuiti cerebrali che controllano i muscoli volontari, misurando in topi addormentati l’attività elettrica dei muscoli deputati alla masticazione. Comprendere l’esatto meccanismo che si nasconde dietro al ruolo di questi mediatori chimici nei disturbi del sonno Rem è particolarmente importante in quanto all’incirca l'80 per cento degli individui affetti da queste patologie sviluppa in seguito una malattia neurodegenerativa, come il Parkinson.

News Plagio Genitoriale

Dai 2 ai 6 anni, il cervello funziona prevalentemente ad una frequenza che varia fra 4 e 8 Hz (onde Theta). Queste onde favoriscono, la rigenerazione psicofisica, la meditazione profonda, l’immaginazione creativa, il distacco dal mondo esterno e quindi la possibilità di iniettare nella memoria implicita dei bambini, una realtà che non hanno vissuto.
Infatti, in questo stato, la coscienza è come sdoppiata fra coscienza vigile e sogno in quanto, queste frequenze di funzionamento del cervello, inducono lo stato di dormiveglia, il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioè quando si sogna), mentre durante le attività di veglia, favoriscono l’emergere della conoscenza immaginativa. Ciò significa che quando il cervello funziona a queste frequenze, non è in grado di distinguere con certezza fra realtà ed immaginazione.
Queste frequenze di funzionamento del cervello consentono al bambino di accumulare, in breve tempo, una quantità enorme di informazioni, necessarie per svilupparsi e adattarsi al mondo esterno. Questo tipo di apprendimento avviene prevalentemente attraverso l’osservazione o trasmesso dai genitori (specialmente la mamma) direttamente nella memoria implicita (inconscio) del bambino.
Il risultato è che le convinzioni e i comportamenti dei genitori diventano anche quelli del bambino. In altri termini si formano, nel cervello del bambino, delle connessioni sinaptiche permanenti e non consapevoli, che potrebbero condizionare i suoi processi biologici, per il resto della sua esistenza, se non vengono successivamente riprogrammati dall’esperienza e dall’apprendimento.
Per un bambino alienato è quindi indispensabile poter frequentare il genitore alienato, affinchè possa riprogrammare i circuiti neuronali che bloccano il flusso dei sentimenti fra i tre diversi livelli della coscienza.
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